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Alcuni Oggetti Vincitori del Compasso d’Oro 2024

Arrivato alla sua 70esimo anniversario, il XXVIII Compasso d'Oro premia sostenibilità e intelligenza nel mobile e nell'oggetto di design.
compasso d'oro 2024

Nel 2024 si festeggia la settantesima edizione del Compasso d’Oro, il premio più importante per il design italiano. La cerimonia si è svolta il 20 giugno all’ADI Design Museum, ed ha premiato i vincitori partendo dalla Targa Giovani, continuando poi con i premi Compasso d’Oro, Compasso d’Oro alla Carriera Prodotto, alla Carriera e alla Carriera Internazionale. 

I progetti vincitori del premio entraranno ora a far parte della collezione permanente dell’ADI Design Museum, mentre tutti i progetti selezionati nei due anni precedenti dall’Osservatorio Permanente del Design sono in mostra all’ADI dal 20 giugno al 15 settembre 2024.

Tabella dei Contenuti

Mobili e Oggetti Vincitori del Compasso d'Oro 2024

Nato nel 1954 grazie ad un’idea di Gio Ponti, il Compasso d’Oro premia l’eccellenza del design italiano assegnando numerosi premi in diverse categorie, senza limitarsi al design del mobile e dell’oggetto. Il concetto di design è inteso nel suo senso più ampio, ed include molti settori.

In ogni edizione possano essere assegnati fino a 20 premi Compasso d’Oro, 150 Menzioni d’Onore, fino a 9 premi Compasso d’Oro alla Carriera e fino a 3 premi speciali internazionali. 

In questo articolo ci concentreremo solo sull’oggetto e il mobile di design, le categorie che ci interessano di più – vi consigliamo però di dare un’occhiata alla lista completa dei vincitori sul sito dell’ADI e scoprire alcune soluzioni intelligenti, sostenibili e democratiche che si sono meritate il prestigioso premio.

Anima, di Davide Groppi

Anima di Davide Groppi per Groppi

La lampada Anima di Davide Groppi è descritta come una “scultura filiforme, leggera, effimera, astratta, un ideogramma senza peso” ed è progettata infatti come lampada da terra, o per mobili bassi, per conferire profondità. La struttura in metallo, opaca e antiriflesso, le conferisce un aspetto etereo, creato anche dalla luce morbida che si può regolare tramite un dimmer. Dal punto di vista estetico e formale è caratterizzata da una grande leggerezza e da una forma filiforme che finisce in un cerchio aperto, che invita a muovere e spostare la lampada, adottandola ai propri bisogni. 

Biga, di Marco Zito per Lym

Biga di Marco Zito per Lym
Biga, di Marco Zito per Lym

Biga è un oggetto che risponde ai bisogni contemporanei di funzionalità e ricerca estetica in spazi sempre più ristretti, tipici di chi vive in aree urbane. In un’unica soluzione Marco Zito ha progettato una lampada con doppio controllo, un comodino portagioie, un caricatore wireless per smartphone e una presa USB – ha reinterpretato così il genere della lampada da comodino, munendola di tecnologia, funzionalità e dimensioni adatte alla vita di oggi. 

Costume, di Stefan Diez per Magis

XVIII compasso d'oro vincitori
Costume di Stefan Diez per Magis

Composto da soli quattro elementi, il sistema di divano modulare Costume di Stefan Diez per Magis, si focalizza sulla sostenibilità. La struttura è realizzata in polietilene riciclato e riciclabile, e le componenti non sono fissate l’una all’altra in modo rigido. Questa configurazione permette di smontare e riciclare il divano a fine vita in modo semplice ed efficace. Grazie al fissaggio tramite anelli agganciati alla base, Costume è anche facile da sfoderare per lavare o sostituire il rivestimento (ma anche le singole parti sono disponibili per la sostituzione), aumentandone la durabilità. 

Za:za, di Zaven per Zanotta

Anche il divano Za:Za, progettato da Zaven per Zanotta si è distinto per la sostenibilità oltre che per la qualità del progetto, che si ispira all’amaca e ne decostruisce gli elementi. Il linguaggio usato per creare un divano confortevole ed estetico, si occupa anche dell’impatto ambientale della sua produzione. Completamente sfoderabile e persato per essere facimente asseblato e disassemblato, non usa colle e le sostituisce con un sistema che prevede imbottiture che riempiono singolarmente ogni singola tasca. Zaven introduce microsfere di poliestere rigenerato e rigenerabile per l’imbottitura, un nuovo materiale che garantisce un comfort avvolgente e soffice.

Farfallina di Alvaro siza per Sozzi Arredamenti

Farfallina di Alvaro Siza è una sedia frutto di una lunga ricerca, che ha visto il grande architetto portoghese cimentarsi con il progetto più amato e temuto dagli architetti di sempre. Siza si concentra sull’economia di forme e materiali, creando una sedia leggera ed ergonomica di grande bellezza. 

Breve Storia del Compasso d'Oro

Il Compasso d’Oro è il premio più ambito e prestigioso del Design Italiano. Nasce nel 1954 da un’idea di Gio Ponti, che nel pieno del boom economico postbellico crea un premio che valorizzi i migliori progetti di design della penisola. 

Il momento storico non potrebbe essere più adatto. Infatti proprio in quegli anni si va definendo un’idea di design italiano, che grazie ai suoi progettisti migliori (e anche grazie alla ricerca dei radicali) va oltre il modernismo e sfrutta la nascente piccola-media industria italiana per produrre oggetti che più di settant’anni dopo sono ancora importanti per la storia del design.

eclisse artemide
Eclisse di V. Magistretti per Artemide, 1967

Tra i vincitori del Compasso d’Oro troviamo infatti alcuni progetti che continuiamo ad amare, come la scimmietta giocattolo Zizi di Bruno Munari o il suo Abitacolo, il Luminator dei Castiglioni, la televisione Doney di Zanuso e Sapper per Brionvega, le lampade Eclisse ed Atollo di Vico Magistretti, la Poltrona Soriana di Afra e Tobia Scarpa, la sedia Tonietta di Enzo Mari o la più recente lampada MayDay di Konstantin Grcic per Flos – o il premio alla carriera per Renato de Fusco. La lista è lunghissima, potremmo continuare ancora a lungo.

Come Funziona la selezione

I vincitori del premio Compasso d’Oro sono selezionati con un processo a tre fasi. Il premio iene assegnato ogni due anni (in passato era assegnato ogni tre anni), durante i quali l’Osservatorio Permanente del Design raccoglie e seleziona le applications dei designers italiani a livello regionale e compila il Design Index annuale.

Nella seconda fase del premio, una giuria di 150 esperti del settore seleziona i progetti e li distribuisce nelle diverse categorie, tra cui verranno poi selezionati i progetti per menzioni speciali e quelli che vincono l’ambito compasso – questo il terzo e ultimo passaggio nell’assegnazione del premio.

9090, Richard Sapper per Alessi
9090, Richard Sapper per Alessi, 1979

Tra le categorie si sviluppa il design nella sua accezione più ampia, permettendo un’analisi dei progetti che non si limita all’oggetto, la lampada, il prodotto o il mobile, ma si estende a tuti gli ambiti di ricerca del design. Tra queste, il design per l’abitare, per l’ambiente, per il lavoro, per la persona, per il sociale, tecnologia dei materiali e dei componenti, servizi, allestimenti, comunicazione, ricerca per l’impresa, ricerca teorica.

Secondo il sito dell’ADI, “resta fisso il concetto che i premi non vengono assegnati semplicemente agli oggetti più diffusi o più belli, ma a quelli che meglio rappresentano l’idea di design Made in Italy. Il Compasso d’Oro è uno strumento di misura di questa qualità speciale, che nasce dalla convergenza di eccezionalità diverse: sociali, estetiche, industriali, economiche.”

Un premio che continua ad essere Importante

Alla sua 70esima edizione, non mancano le riflessioni sull’importanza e la rilevanza culturale di un premio nato in un’epoca diversa, in cui il design era chiamato a risolvere delle questioni altrettanto diverse.

Ma l’ADI e il Premio Compasso d’Oro sembrano essere rimasti al passo con i tempi, facendo una forza della sua longevità e dimostrando come, visitando la mostra all’ADI Design Museum (uno dei musei più interessanti per scoprire il design italiano, creato solo nel 2021) si possa scoprire come l’eccellenza nel design abbia cambiato il suo focus nel corso degli anni, e come si possano vedere i problemi più urgenti risolti dai migliori designer della penisola nel corso dei decenni. 

Oggi non ci sorprende che l’attenzione del premio sia puntata sui progetti che offrono soluzioni sostenibili, e si concentrano su assemblaggio e disassemblaggio a fine vita, riparabilità, durabilità e impatto ambientale.