La mostra Crescendo! di Maarten Baas alla galleria Ron Mandos di Amsterdam rappresenta un cambiamento per uno dei designer olandesi più affermati di questi anni. Da tempo Baas si muove nello spazio tra arte e design (come nella sua famosa serie Real Time), ma con questa mostra l’artista e designer si lascia alle spalle i limiti della funzionalità, esibendo dei lavori pensati per il mondo dell’arte.
Nonstante il cambio di scenario, Baas continua a lavora sull’ironia e su significati doppi o ambigui, appendendo al soffitto della galleria dei pianoforti che sembrano pezzi di carne, o riducendo trombe e clarinetti a oggetti bidimensionali e sottovuoto.
All’interno della galleria, il pezzo principale sono i due pianoforti appesi al soffitto, le gambe che toccano appena il pavimento. I due pianoforti sono in dialogo con Variations in E Minor, in cui Baas comprime gli strumenti di un’intera orchestra fino a farli diventare rottami circolari, mentre altri strumenti sono manipolati appesi alle pareti, questa volta appiattiti e sottovuoto.
Oltre ai nuovi lavori, la mostra continua con una piccola retrospettiva che include alcuni dei pezzi più conosciuti di Baas, selezionati tra le serie Clay, Close Parity e i celebri lavori della serie Smoke.
Gli oggetti e le opere in mostra suggeriscono un senso di incompiuto, un’atmosfera di delusione (lieve, presa non troppo sul serio). Il tema al centro della mostra è proprio quello della potenzialità e delle aspettative, e della tensione tra grandi ambizioni e le limitazioni della realtà: “This exhibition is about the tension between big dreams and the sometimes limiting reality behind them.” Nella sua presentazione alla mostra Baas allude al sogno di libertà dell’espressione artistica che si scontra con le limitazioni e le logiche del mondo dell’arte, sarà forse un commento alla sua esperienza personale in riferimento al suo debutto nelle fine arts?
Ma non solo, a volte strumenti musicali e oggetti appiattiti o demoliti sembrano voler tornare in vita, suggerendo un senso di inespresso, un certo potenziale che potrebbe tornare a realizzarsi. “Tutti i pezzi hanno un certo potenziale, come se si trovassero all’inizio e la alla fine… ma che potenzialmente potrebbe di nuovo diventare qualcosa” dice Baas.
