A Milano è aperta la 24ª Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, Inequalities, che si potrà visitare fino al 9 novembre. Dopo aver raccontato la sostenibilità ambientale con Broken Nature nel 2019 e i misteri dell’universo con Unknown Unknowns nel 2022, la Triennale chiude così la sua trilogia sui grandi temi contemporanei spostando lo sguardo su un argomento ancora più vicino alla vita quotidiana delle persone: le diseguaglianze.
È un tema complesso, spesso difficile da contenere in definizioni semplici, ma che Triennale ha deciso di affrontare con un progetto collettivo ampio e multidisciplinare. La mostra parla delle distanze economiche, etniche, geografiche e di genere che segnano il mondo contemporaneo, ma anche delle loro conseguenze sulla qualità della vita, sulle possibilità di accesso alle risorse e sulle prospettive future delle persone.
«Parleremo di diseguaglianze parlando di città e spazi, ma anche di corpi e vite», aveva spiegato all’inaugurazione di maggio Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano. «Racconteremo come immense ricchezze siano nelle mani di pochissimi e come nascere poveri sia spesso una condizione irreversibile. Ma racconteremo anche le buone idee e i progetti migliori che trasformano le diseguaglianze in differenze fertili, in qualità condivise».
La mostra occupa circa 7.500 metri quadrati all’interno del Palazzo dell’Arte e coinvolge 28 curatori e curatrici, 341 autori provenienti da 73 Paesi diversi. Tra i nomi più noti ci sono Norman Foster, architetto vincitore del Pritzker Prize, Beatriz Colomina e Mark Wigley, studiosi di architettura rispettivamente alla Princeton e alla Columbia University, Hans Ulrich Obrist, direttore delle Serpentine Galleries di Londra, e Theaster Gates, artista noto per il suo lavoro tra arte visiva, scultura e attivismo sociale. Ci sono anche progetti di architetti famosi come Kazuyo Sejima e Alejandro Aravena, Elizabeth Diller dello studio Diller Scofidio + Renfro, e opere dell’artista e regista israeliano Amos Gitai.
Il percorso espositivo si sviluppa lungo due grandi direttrici. Al piano terra si esplora la geopolitica delle diseguaglianze, soprattutto legata al mondo urbano, dove la distanza fra ricchezza e povertà si manifesta in modi sempre più visibili. Al primo piano, invece, ci si concentra sulla biopolitica delle diseguaglianze, cioè sulle conseguenze sociali, economiche e di genere che influenzano i corpi, gli stili di vita, la mobilità e le aspettative delle persone.
Parallelamente alla parte espositiva, Triennale ha organizzato un ricco programma di incontri e performance che proseguirà fino all’autunno. Le performance mettono in scena le diseguaglianze dei corpi, la fragilità individuale e collettiva, le paure e le aspirazioni, affidandosi a sguardi molto diversi per provenienza geografica e sensibilità artistica. L’obiettivo è mostrare come le disuguaglianze non siano solo dati o statistiche, ma esperienze vissute, spesso dolorose, che si riflettono nei corpi delle persone.
A giugno e luglio, inoltre, Triennale ha portato il tema delle diseguaglianze nei quartieri di Milano, con una tournée che ha toccato otto municipi. Un mezzo mobile, trasformato in spazio espositivo e laboratorio, ha permesso di incontrare bambini, adolescenti e famiglie, proponendo attività creative e momenti di confronto su come le disuguaglianze si manifestano nella vita di tutti i giorni.
Inequalities si conferma una delle mostre più dense e ambiziose dell’anno a Milano. Non offre risposte semplici, ma offre una ricerca su quanto le diseguaglianze siano un elemento strutturale della società contemporanea, e quanto sia necessario discuterne.
Dove: Triennale Milano, Viale Alemagna 6, Milano
Date: 13 maggio – 9 novembre 2025
Tema: Inequalities – le diseguaglianze nel mondo contemporaneo
Curatori principali: Stefano Boeri, Norman Foster, Beatriz Colomina, Mark Wigley, Hans Ulrich Obrist, Theaster Gates, e altri
Sito ufficiale: triennale.org

