Charles e Ray Eames, 1950

Oggetto
La Eames Molded Plastic Armchair nella versione DAR è una delle sedie più riconoscibili del design del Novecento. Progettata da Charles e Ray Eames, ha una struttura molto semplice: una scocca continua e curva con braccioli integrati, appoggiata su una base metallica composta da aste d’acciaio intrecciate, soprannominata Eiffel Tower.
Il nome DAR deriva da Dining height Armchair on Rod base. La base, una struttura a griglia geometrica fissata alla scocca tramite ammortizzatori in gomma, migliora la durata e rende la seduta leggermente elastica.
La forma della sedia è stata progettata partendo da ergonomia e studio del corpo umano: lo schienale è alto e leggermente inclinato, il bordo anteriore è smussato per non comprimere le gambe e i braccioli sono comodi ma non ingombranti. Il risultato è una seduta che offre comfort anche senza imbottitura.
Nei decenni successivi al lancio del 1950, Herman Miller e Vitra (il produttore europeo) hanno messo in commercio numerose varianti di colore e finitura. I primi tre colori del 1950 erano neutri: Parchment, Elephant Hide Gray, Greige, ma Ray Eames lavorò ad una serie di colori più vivaci, e già nei primi anni Sessanta erano disponibili oltre 20 colori.
La sedia può essere combinata con diverse basi, in metallo, legno, versione a dondolo o da ufficio, e con o senza rivestimento. In totale, esistono oltre 170.000 combinazioni possibili all’interno della famiglia di sedute Eames, una modularità che era parte del progetto fin dall’inizio: una sedia pensata per adattarsi a tutti i corpi e tutti i contesti.
Eames Molded Plastic Armchair, la storia
Nel 1948, Charles e Ray Eames presentarono un progetto per l’International Competition for Low-Cost Furniture Design, organizzato dal Museum of Modern Art di New York. Il concorso era nato per rispondere a una necessità concreta del dopoguerra: progettare mobili moderni, economici e adatti alla produzione su larga scala.
La coppia di designer lavorava da tempo alla creazione di una seduta a scocca unica, utilizzando il compensato curvato. Ma quel materiale, seppur innovativo, non permetteva di ottenere le curve complesse necessarie per una poltrona realmente ergonomica. Provarono anche con prototipi in metallo stampato, tra cui uno soprannominato Minimum Chair per l’estrema riduzione di materiali, ma nemmeno quello offriva la soluzione desiderata – altre soluzioni di comfort furono trovate per la LCW Lounge Chair Wood e per la famosa Lounge Chair and Ottoman.
La svolta arrivò con la resina di poliestere rinforzata con fibra di vetro, un materiale sviluppato durante la Seconda guerra mondiale per scopi militari. Era leggero, resistente, modellabile, e soprattutto adatto alla produzione industriale. In altre parole, ideale per realizzare l’idea degli Eames: offrire “il meglio al maggior numero di persone, al costo minore”.
Per realizzare il progetto, lo studio Eames collaborò con Zenith Plastics, un’azienda californiana con cui perfezionò il processo produttivo utilizzando presse idrauliche di derivazione bellica, impiegate originariamente nella cantieristica navale. Nel 1949, Herman Miller, azienda con cui gli Eames collaboravano già da qualche anno, firmò un contratto con Zenith Plastics per avviare la produzione. Il primo ordine fu di 2.000 scocche, in vista del lancio sul mercato nel 1950.
La Molded Plastic Armchair fu così la prima sedia in plastica stampata a scocca unica a essere messa in commercio senza rivestimenti o imbottiture. Il comfort era garantito dalla forma, non dai materiali aggiuntivi. Questo approccio, allora molto innovativo, contribuì al successo immediato del progetto.
La sedia fu inclusa nella mostra Good Design del MoMA nel 1950, apprezzata per la sua forma fluida e scultorea, per la sua indistruttibilità e per la versatilità offerta dalle basi intercambiabili. Con questo progetto, Charles e Ray Eames riuscirono a realizzare un’idea a cui lavoravano da tempo: una seduta semplice, accessibile e legata all’innovazione tecnica, che avrebbe segnato una tappa importante nella storia del design moderno.
Impatto culturale della serie Molded Plastic
Dal suo debutto nel 1950, la Eames Molded Plastic Armchair e le altre sedie della serie Shell hanno conquistato ogni angolo del panorama progettuale e culturale. È diventata rapidamente l’icona del modernismo mid-century, rappresentando valori come funzionalità, accessibilità e sperimentazione con materiali innovativi.
Grazie alla promozione energica di Herman Miller, la sedia ha popolato case, uffici, scuole, sale d’attesa, chiese, mense universitarie e persino la lounge di prima classe del Boeing 707 della Pan Am: «È amata per la sua adattabilità: la trovi nei musei, nei salotti, nelle lavanderie, nelle hall e nei caffè».
In ambito museale, la Eames DAR è diventata rapidamente un pezzo da collezione. Il MoMA l’ha inclusa nella sua collezione permanente già nel 1950. Il Vitra Design Museum, custode dell’archivio Eames, ospita una vasta collezione di prototipi, strumenti e versioni originali della Shell, visibili nel suo Schaudepot.
Oggi, dopo oltre 70 anni, la Eames DAR resta estremamente attuale. Collezionisti ricercano versioni vintage , in particolare quelle originali in fibra, con bordi “rope edge”, mentre le produzioni moderne di Herman Miller e Vitra continuano a vendere con successo.
Rimane un punto di riferimento nei corsi di design, citata come esempio di equilibrio tra materiali, comfort ed estetica: un’icona del XX secolo che ancora abita i nostri spazi, dalle case private ai musei internazionali.
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Specifiche
Herman Miller per le Americhe e Vitra per Euopa e Middle East.
La versione originale della Molded Plastic Armchair è disponibile su Mohd.it >
- Altezza complessiva: circa 80 cm
- Larghezza: circa 63,5 cm
- Profondità: circa 61 cm
- Altezza della seduta: circa 45 cm
- Peso: tra 5,5 e 6,5 kg, a seconda della base
Scocca: in origine fibra di vetro (Zenaloy), oggi polipropilene riciclabile o fibra di vetro riformulata.
Base: acciaio verniciato a polvere o cromato.
Ammortizzatori: giunti in gomma nera.
Optional: imbottitura in tessuto o vinile.