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Bruno Munari. Tutto, la grande retrospettiva alla Fondazione Magnani Rocca

Una grande retrospettiva dedicata al lavoro senza confini tra arte, design e grafica di Bruno Munari
mostre design bruno munari tutto

Dove: Fondazione Maganani Rocca, Parma

Quando: 16 Marzo – 30 Giugno 2024

Sitowww.magnanirocca.it/munari

Questa Primavera alla Fondazione Magnani Rocca di Parma, si tiene una grande retrospettiva su Bruno Munari, uno degli artisti, designers, inventori e sognatori più amati di sempre. 

Famoso in Italia e all’estero, Bruno Munari ha cominciato la sua carriera artistica nel alla fine degli anni Venti, e da allora ha continuato a lavorare incessantemente per i successivi settant’anni. 

E in nei decenni il lavoro di Munari ha spaziato in tutte le discipline creative, dai primi lavori di pittura futurista, alla scultura con mobili e macchine inutili, i lavori di grafica per Einaudi e i numerosi progetti editoriali, le illustrazioni (come quelle per i libri di Gianni Rodari), ma anche lampade, mobili e oggetti di design che gli sono valsi tre Compassi d’Oro (1954, 1955, 1979). 

Alfabeto Lucini, 1984, sculture a tecnica mista
Alfabeto Lucini, 1984, sculture a tecnica mista

Di fronte al lavoro di Munari, che spazia nei generi e nelle discipline, i curatori hanno deciso di affrontare la mostra per temi, evitando un approccio cronologico e didascalico.

Così la mostra si compone di quattro aree tematiche che raggruppano circa 250 opere, creando connessioni inedite e guardando alle opre di Bruno Munari con occhio nuovo. 

Munari – spiega Marco Meneguzzo insigne studioso munariano e curatore della mostra – è una figura molto attuale nella società liquida odierna, nella quale non ci sono limiti fra territori espressivi. È un esempio di flessibilità, di capacità di adattamento dell’uomo all’ambiente. Il suo metodo consiste nello scoprire il limite delle cose che ci circondano e di volerlo ogni volta superare”.

Tutta l'opera di Munari (o quasi) Nelle Cinque sezioni della mostra

Una delle mostre di design più attese del 2024, Bruno Munari. Tutto si divide in cinque sezioni, in modo da affrontare il lavoro del grande artista e designer italiano secondo un filo conduttore che si basa su concetti e idee, raggruppando opere anche molto diverse tra loro, ma accumunate da una chiarezza di intenti tipica dei progetti di Munari. 

La prima sezione della mostra Essere nel Tempo raggruppa i primi lavori di Munari, quelli degli anni Trenta. In retrospettiva quegli anni sembrano anni preparatori, anni in cui Munari si fa coinvolgere dal Secondo Futurismo, ma non si limita alla pittura. La sua natura di artista poliedrico, di qualcuno che per natura sta tra le discipline, gli appartiene fin da subito. 

Ecco allora che in questi anni compaiono sia alcuni quadri futuristi, dove Munari esplora anche le tecniche i funzionamenti del surrealismo. Ma anche Macchina Aerea le celebri Macchine Inutili e molti lavori di grafica, ed alcuni libri molto cari ai munariani come Le Macchine di Munari

La mostra prosegue con Dalle due, alle tre, alle quattro dimensioni, esplorando il rapporto di Munari con le quattro dimensioni del progetto, dalla pagina, all’oggetto al tempo, la quarta dimensione che spesso si sorvola quando si osserva, ma che era parte fondamentale del metodo progettuale di Munari.

In questo modo il progetto si articola e cresce in modo organico, permettendo alle interazioni, ai cambiamenti e alla riflessione di mutarlo e migliorarlo, permettendo una flessibilità che da spazio alle idee e che avvicina gradualmente ad una sintesi del progetto stesso. 

La terza sezione della mostra, Sperimentare il Limite, si occupa di un concetto molto bello, quello di rivoluzione silenziosa. Un concetto caro a Munari che invece di cercare soluzioni radicali, preferisce al  il principio dell’esplorare al massimo le potenzialità degli strumenti esistenti, cercando di trovare risposte a problemi progettuali e ambientali. 

Secondo questo principio, Munari ci fa vedere il mondo in modo diverso, con libri senza parole, opere d’arte prodotte in serie, forme geometriche che prendono nuova vita grazie a funzioni inaspettate. 

Declinazione grafica del nome Campari, 1964, stampa litografica a colori
Declinazione grafica del nome Campari, 1964, stampa litografica a colori

La quarta sezione è titolata Annullare il tempo e racconta di come Munari abbia voluto trascendere la quarta dimensione del progetto in molti modi. Prima di tutto giocando con il concetto stesso di tempo all’interno dei suoi lavori, ma allo stesso tempo valutando oggetti e progetti secondo una logica che trascende il tempo stesso.

Ecco allora apparire valvole conservate nel plexiglas come archeologia del futuro, orologi bizzarri – ma anche la proposta di premiare con un Compasso d’Oro ad Ignoti, alcuni oggetti della vita quotidiana senza autore, ad esempio le forbici da sarto o il leggio in metallo per musicisti (idea a cui è molto affine quello che sarà il Super Normal di Jasper Morrison e Naoto Fukasawa). 

Per finire, la quinta sezione della mostra è dedicata al concetto di Scoprire il Mondo – o meglio, guardare il mondo e riscoprirlo con occhi che eludono la convenzione. Libertà visiva, di scoperta e di rielaborazione che si traducono poi in una delle parti più ambiziose del progetto di Munari, il suo lavoro pedagogico con i bambini. Ambizioso perchè attraverso giochi ed esercizi, Bruno Munari cerca di aprire la via alla domanda provocatoria “si può fare in un’altra maniera?”. La sua attitudine al progetto si traduce in avere occhi curiosi ma analitici, che si fanno domande cercando il modo migliore per risolvere i problemi. .

Zizì, 1952, filo di rame e gomma piuma
Zizì, 1952, filo di rame e gomma piuma

Cosa ne abbiamo pensato

Ci vuole tempo e intenzione per arrivare alla fondazione Magnani Rocca di Parma, attraversando un paesaggio stupendo di campi e colline che da solo basterebbe come motivazione per partire. Si arriva a destinazione e si scopre una villa che mantiene l’eleganza di altri tempi, aprendosi in un parco di alberi secolari abitato da qualche gatto e splendidi pavoni. 

La mostra Bruno Munari. Tutto onora la promessa fatta nel titolo, offrendo una panoramica completa sul lavoro di Munari. Sembra però essere costretta in uno spazio troppo piccolo per contenere tutte le opere e le invenzioni del grande Munari, e l’impronta didascalica che si voleva evitare sembra invece essere presente in tutte le sale. 

La mostra Bruno Munari. Tutto è alla Fondazione Magnani Rocca, in provincia di Parma, fino al 30 giugno 2024.