DANISH MODERN racconta il design danese tra 1920 e 1970

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DANISH MODERN al Designmuseum Danmark racconta la storia del design danese 1920-1970 e spiega perché quelle forme e idee hanno avuto un enorme successo

Al Designmuseum Danmark di Copenaghen è possibile visitare la nuova mostra permanente DANISH MODERN, dedicata alla storia del design danese tra gli anni Venti e gli anni Settanta. È una mostra ampia e scenografica che raccoglie sia gli oggetti più celebri sia quelli meno conosciuti, spiegando come il Danish Modern sia diventato un fenomeno globale e cosa lo renda ancora oggi così riconoscibile e apprezzato.

Il percorso espositivo si concentra su alcuni dei designer più importanti del Novecento danese, come Børge Mogensen, Verner Panton e Hans J. Wegner, ma non si limita a esporre i loro oggetti più noti. Cerca invece di raccontare perché un divano disegnato da Mogensen, una lampada di Panton o una sedia di Wegner siano diventati simboli di funzionalità ed eleganza, spiegando le idee e il contesto culturale dietro la loro creazione.

Il Danish Modern non è mai stato solo uno stile, ma un approccio pratico e insieme estetico al progetto. Dietro la sobrietà delle forme e l’uso sapiente dei materiali c’è sempre stato lo sforzo di creare oggetti belli ma anche comodi, durevoli e adatti alla vita quotidiana.

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DANISH MODERN. Photo: Designmuseum Danmark

La mostra parte dai lavori di Kaare Klint, considerato il fondatore del moderno design danese, e dalla sua Room for a Woman, un ambiente pensato appositamente sulle necessità funzionali della vita domestica femminile.

Prosegue attraverso le linee morbide e quasi scultoree di Finn Juhl, fino ad arrivare al gusto più sperimentale e pop di designer come Verner Panton e Nanna Ditzel, che negli anni Sessanta e Settanta portarono nel design danese forme psichedeliche e colori vivaci, molto lontani dall’immagine minimalista con cui spesso si identifica la Danimarca.

L’affermazione del Danish Modern sul piano internazionale iniziò in modo deciso nel 1949, quando al Designmuseum Danmark, allora conosciuto come Museo di Arte Decorativa, si tenne la mostra annuale della Corporazione dei Falegnami di Copenaghen.

Alcuni giornalisti americani visitarono l’esposizione e scrissero con entusiasmo di come i mobili danesi sapessero unire bellezza, semplicità e comfort, grazie a un’abilità artigianale molto raffinata e a metodi di progettazione innovativi. Quegli articoli furono il punto di partenza di una grande espansione commerciale: negli anni Cinquanta e Sessanta le mostre itineranti negli Stati Uniti e in Canada contribuirono a far conoscere il Danish Modern al grande pubblico, trasformandolo in un marchio riconoscibile e desiderato.

Dal punto di vista dell’allestimento, DANISH MODERN è concepita come un percorso teatrale. Le stanze sono separate da pareti curve che ricordano fondali di scena e accompagnano i visitatori attraverso diverse epoche e atmosfere. Oltre agli oggetti esposti ci sono disegni originali, fotografie, schizzi progettuali e oggetti personali appartenuti ai designer, che permettono di capire meglio il loro lavoro e il contesto in cui operavano.

Una delle parti più appariscenti è quella dedicata ai progetti più audaci di Verner Panton e Nanna Ditzel: uno spazio rivestito di specchi e tappeti rossi, dove si susseguono oggetti dalle forme insolite e colori brillanti, a testimoniare la varietà e la vivacità del design danese in quegli anni.

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DANISH MODERN, Designmuseum Danmark. Photo: Luka Hesselberg

Uno dei punti più spettacolari della mostra è il cosiddetto tunnel delle sedie, un corridoio lungo il quale sono esposte 125 sedie, sospese o sistemate dal pavimento al soffitto. È concepito come una sorta di albero genealogico che mostra come molte forme del design danese derivino da tipologie storiche di altri paesi, ma anche come i designer abbiano saputo reinventare modelli esistenti con soluzioni nuove. In questa installazione compaiono sia pezzi iconici, come la Wishbone Chair di Hans J. Wegner o la Egg Chair di Arne Jacobsen, sia progetti meno noti, di autori danesi e internazionali come Nanna Ditzel, Cecilie Manz, Charles Eames, Marcel Breuer e Jasper Morrison.

Accanto ai nomi più celebri, la mostra dedica spazio anche a figure meno conosciute ma importanti per lo sviluppo del Danish Modern, come Rigmor Andersen, Mogens Koch, Ole Wanscher, Lis Ahlman, Grethe Meyer, Kay Bojesen, Gertrud Vasegaard, Poul Kjærholm, Henning Koppel, Per Lütken, Axel Salto e Poul Henningsen. Tutti designer che hanno contribuito a costruire quell’idea di design danese come equilibrio tra estetica, funzione e artigianalità.

DANISH MODERN è una mostra che spiega perché il design danese abbia avuto tanto successo nel mondo e perché continui a esercitare un fascino particolare. È anche un’occasione per vedere da vicino come, dietro oggetti apparentemente semplici, ci siano storie complesse di ricerca tecnica, gusto per i materiali e desiderio di rendere la vita quotidiana più bella e funzionale.

  • Mostra: DANISH MODERN

  • Dove: Designmuseum Danmark, Copenaghen

  • Quando: mostra permanente aperta il 7 giugno 2024

  • Sito: designmuseum.dk

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