La mostra Dutch, More or Less: Contemporary Architecture, Design and Digital Culture è un progetto a lungo termine che vuole esplorare il Dutch Design e il suo successo dagli anni Novanta in poi. La mostra parte da esempi iconici di fine secolo scorso e avanza la tesi che con il passare degli anni i limiti tra le discipline si stiano assottigliando. La ricerca di soluzioni per i problemi urgenti del contemporaneo avvicina i migliori lavori in architettura, design e cultura digitale, e vede le discipline lavorare in sinergia per soluzioni comuni.
La mostra si potrà visitare per i prossimi due anni al Niuwe Instituut di Rotterdam, che ogni cinque mesi arricchirà l’esposizione con il lavoro di un designer emergente.
Dutch Design: Icone anni 90
La mostra si apre con una serie di progetti che aiutano a mettere in prospettiva come negli ultimi quarant’anni il design olandese abbia avuto un enorme impatto nelle tre discipline focus del museo. Il carattere intelligente, positivo ed ironico del Dutch Design lo ha reso inconfondibile, un modello di qualità e innovazione riconosciuto in tutto il mondo.
Il punto di partenza dell’esposizione si sviluppa con dei classici di Droog come Chest of Drawers di Tejo Remi (famoso anche per la sua Milk Bottle ), Long Neck Bottle di Hella Jongerius o Chair with Holes di Gijs Bakker.
Oltre a mobili e oggetti che hanno avuto un grande impatto culturale, la mostra raccoglie anche progetti di architettura, come quelli di OMA o un prototipo dell’Erasmus Bridge di UNStudio – e progetti digitali interattivi, come Digital City.
Da Chi Sono a Cosa Fanno
La seconda parte della mostra, indaga gli sviluppi delle tre discipline nel contemporaneo, con esempi dei migliori progetti che hanno definito il design olandese degli ultimi anni.
In un mondo globalizzato e caratterizzato dalle urgenze del cambiamento climatico e delle nuove tecnologie, i limiti delle tre discipline diventano sempre meno nitidi. Il lavoro di designer e architetti sembrano fondersi in un’unico impegno per trovare soluzioni e immaginare un futuro migliore.
Un’altra questione che la mostra esplora è cosa significhi oggi Dutch design di fronte a progetti e autori che si confrontano su temi importanti quali la circolazione di persone e idee o la validità di un’identità nazionale definita rigidamente in un mondo globalizzato.
Un esempio di questa ricerca è nel lavoro Contrabande di Sander Wassink nato dal lavoro di artigiani di Sefrou in Marocco, invitati dal designer a modificare una tipica sedia dutch del secolo scorso, la ‘diagonal chair’ di W.H. Gispen. La sedia si sottopone ai cambiamenti imposti dagli artigiani, che la rivestono con materiali facilmente reperibili in Marocco. Le domande che questo oggetto ci pone sono molte, come quale sia il ruolo dell’autore e dell’identità locale in un mondo industrializzato e globalizzato.
What's Next?
A concludere il percorso della mostra, ogni cinque mesi il museo offre spazio a nuovi lavori di un designer emergente, che – sotto il titolo What’s Next? – esplora in quale direzione potrebbe evolversi il design olandese in futuro.
Il primo designer a occupare questo spazio è l’artista digitale e illustratore di Amsterdam Black Childish (Mickaël Mehala). Con uno stile giocoso, combina i colori vivaci, la cultura, la natura e i personaggi della sua isola natale, la Martinica, con un elemento familiare del design olandese: il famoso semaforo a strisce bianche e nere. Il suo lavoro sarà in mostra fino al 20 ottobre 2024, quando sarà sostituito da Estelle Bariol / Studio ACTE.
Dutch, More or Less: Contemporary Architecture, Design and Digital Culture
Dove: Nieuwe Instituut Rotterdam
Quando: 1 Giugno 2024 – 31 Maggio 2026
Sito: nieuweinstituut.nl



