Dal 5 settembre al 2 novembre 2025 torna la Venice Design Biennial, giunta alla sua quinta edizione. Il tema scelto quest’anno è Extinction / Salvation, due parole che richiamano la polarizzazione del presente e che, secondo i curatori Francesca Giubilei e Luca Berta, possono essere usate come lenti per osservare il modo in cui il design si confronta con le crisi ambientali, sociali e culturali del nostro tempo.
Ogni gesto progettuale, spiegano, comporta una scelta: produrre significa inevitabilmente consumare risorse, e contraddire in parte il principio secondo cui non si dovrebbe più produrre nulla. Ma l’inazione non è una soluzione. Estinzione e salvezza diventano allora una sorta di grammatica con cui leggere le scelte, i materiali e i linguaggi del design contemporaneo.
La Biennale esplora queste tensioni con mostre diffuse in spazi come SPARC*, SPUMA, 193 Gallery, Galerie Negropontes, Spazio Ravà e altri luoghi della città. Qui ne segnaliamo alcuni tra i più interessanti, per chi vuole orientarsi tra progetti, idee e luoghi che raccontano come il design prova a leggere il presente.
Gæla, The Pet Project a SPUMA
The Pet Project è un progetto firmato dalle designer islandesi Helga Lára Halldórsdóttir e Marta Heiðarsdóttir. L’idea è proporre un diverso tipo di relazione con gli oggetti di uso quotidiano, trattandoli con la stessa cura che si riserva a un essere vivente. In mostra una pelliccia realizzata con lana d’agnello islandese ricavata da scarti dell’industria della carne. Le irregolarità del materiale, comprese le macchie di colore, derivano proprio dalla natura eterogenea di questi residui e non vengono corrette. Secondo le designer, questa lana ha potenzialità ancora poco esplorate e merita di essere valorizzata oltre il suo impiego tradizionale. Il risultato è un oggetto che modifica la percezione del suo uso: meno legato alla funzionalità, più aperto a una relazione basata su attenzione e contatto.
VandaVee, Simorgh II a SPUMA
Simorgh II è un lavoro della designer Vanda Vee di origini persiane e britanniche. La sedia ha una struttura in noce massello e una seduta imbottita rivestita con tessuto ricamato a mano. Il ricamo, realizzato dalla stessa designer, riprende motivi della tradizione persiana reinterpretati in chiave contemporanea. Il titolo dell’opera richiama il Simorgh, figura della mitologia iraniana, spesso associata a saggezza e trasformazione. Come molti dei lavori presenti in questa biennale, anche questo progetto usa il passato come chiave per leggere il presente, e come strumento per immaginare forme di relazione diverse con gli oggetti. In un contesto in cui produrre è sempre anche una scelta critica, Simorgh II propone una riflessione su cosa significa oggi progettare con consapevolezza, intrecciando materiali, storia e gesti manuali.
Anna Jožová, Dysplasio a SPARC
Dysplasio è un progetto della designer ceca Anna Jožová, che lavora tra arti visive e design del prodotto. I suoi lavori, realizzate in vetro, propongono un’estetica che richiama forme organiche in trasformazione, a tratti in decomposizione. Il materiale, solitamente associato a superfici perfette e trasparenze levigate, viene qui trattato in modo da evocare processi di disfacimento, corrosione, instabilità. È una scelta che si lega in modo diretto al tema della Venice Design Biennal: l’estinzione non solo come possibilità, ma come condizione percettibile nella materia stessa. Il lavoro di Jožová è parte di una più ampia riflessione, condivisa da molti degli artisti in mostra, su come la natura possa essere insieme rifugio e segno del declino, e su come il design possa affrontare questa ambivalenza. A SPARC, lo spazio dedicato al vetro contemporaneo, sono presenti diversi altri progetti che affrontano questi temi con approcci molto diversi.
Case d'autore: Munari/sottsass
Una delle novità più significative di questa edizione è l’apertura eccezionale di alcune residenze private progettate da figure centrali del design italiano del Novecento, come Carlo Scarpa, Ettore Sottsass e Valeriano Pastor. Tra queste l’appartamento realizzato da Sottsass per Cleto Munari, designer e artista vicentino, al piano nobile di un palazzo seicentesco nel sestiere di San Polo. L’ingresso immette in un ampio soggiorno con travi a vista, da cui si accede a stanze distinte da porte tutte diverse: una in radica, una con motivi a scacchiera, una celeste in stile orientale. Al centro dello spazio si trova il Totem, arredo multifunzionale che integra libreria, bar, luci e appendiabiti. Le visite guidate, condotte con la partecipazione dei proprietari, sono prenotabili sul sito della Venice Design Biennial, i posti sono limitati.
Titolo: Extinction / Salvation
Edizione: 5ª edizione, Venice Design Biennial 2025
Date: 5 settembre – 2 novembre 2025
Curatori: Francesca Giubilei e Luca Berta
Luoghi principali:
SPARC – Spazio Arte Contemporanea, Campo Santo Stefano, San Marco 2828A, Venezia
SPUMA – Space for the Arts, Ex Birreria Dreher, Fondamenta San Biagio 800/R, Giudecca, Venezia
Instagram: @venicedesignbiennial
Sito: venicedesignbiennial.org




