Garden Futures è una mostra sulla storia e il futuro del giardino, vissuto non solo come rifugio e creazione personale, ma anche come luogo di sperimentazione della biodiversità, giustizia sociale e di soluzioni per un futuro sostenibile.
La mostra è stata allestita dallo studio italiano FormaFantasma, e prima di arrivare a Rotterdam è stata presentata al Vitra Design Museum. In mostra i lavori di artisti quali Roberto Burle Marx, Jamaica Kincaid, Mien Ruys, Piet Oudolf and Derek Jarman.
Il Giardino come rifugio e sperimentazione
Un giardino è un mondo in miniatura. Che si tratti di un piccolo pezzo di terra curato con pazienza, di un’opera d’arte o di uno scorcio di natura selvaggia, il giardino racconta qualcosa delle persone che lo creano e del loro rapporto con la natura. Talvolta, è un racconto di culture e intere epoche.
Per designer e artisti, il giardino è anche un laboratorio dove la biodiversità, la giustizia sociale e un futuro sostenibile vengono testati e messi in pratica: un luogo di promessa e speranza.
Garden Futures, che apre al Nieuwe Instituut di Rotterdam sabato 16 novembre, traccia l’evoluzione del nostro rapporto con i giardini. La mostra esplora le origini del giardino contemporaneo e cerca nuovi modelli, basandosi sui giardini di designer e artisti come Roberto Burle Marx, Jamaica Kincaid, Mien Ruys, Piet Oudolf e Derek Jarman.
In Garden Futures, si può venire a contatto con l’ideale del giardino come rifugio personale, dove individui e natura convivono in armonia, in uno spazio di espressione personale.
Ma non solo. I giardini infatti riflettono anche agende politiche e commerciali che influenzano l’estetica e le scelte che riguardano i giardini. La mostra ci invita a prendere in considerazione chi possiede un giardino, quanto spazio viene dedicato ai giardini nelle città, gli orti come forma di autosufficienza e sicurezza alimentare, il commercio coloniale storico di fiori e piante.
Avvicinandoci di più al design di oggetti e mobili, possiamo chiederci quale sia l’influenza sui nostri gusti dei produttori di attrezzi da giardinaggio e mobili da patio.
Dunque, oltre a essere un rifugio idilliaco, il giardino è anche un vero e proprio terreno di prova per nuove idee ed esperimenti. Sempre più spesso, i giardini vengono considerati parte di sistemi ecologici più ampi, piuttosto che come spazi delimitati. Designer e artisti stanno sperimentando nel giardino soluzioni alternative per la biodiversità, la giustizia sociale e un futuro sostenibile.
La mostra presenta esempi di foreste verticali, giardini comunitari, giardini galleggianti, orti scolastici, serre sui tetti, foreste alimentari, fattorie urbane e giardini forestali. Una serie di soluzioni possibili e di approcci sensibili e poco convenzionali al giardino.
Garden Futures è una mostra sviluppata in collaborazione con il Vitra Design Museum e la Wüstenrot Foundation per la cultura e il patrimonio, ed è stato precedentemente esposto al Vitra Design Museum di Weil am Rhein, in Germania.
La mostra originale è stata allestita dallo studio di design italiano Formafantasma. Per l’adattamento olandese al Nieuwe Instituut, la co-curatrice Maria Heinrich e il designer Frank Bruggeman hanno integrato la mostra con opere provenienti dall’archivio del progettista di giardini e paesaggi Michael van Gessel, oltre a progetti locali e inclusivi della natura.
Sono inclusi diversi esempi nella città di Rotterdam: il quartiere-giardino di Vreewijk, il parco boscoso dell’Isola di Brienenoord, il giardino comunitario Wijktuin Ommoord, l’Hofbogenpark e il New Garden.
L’artista Ada Patterson ha creato un’opera d’arte appositamente per questa mostra, offrendo una lettura critica sul rapporto coloniale tra giardini e storia a Rotterdam.




