Cosa succede quando il design si confronta con una delle forze più estreme della natura? Lavaforming, il progetto presentato dall’Islanda alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, è una proposta che riguarda l’architettura, ma anche il design: come ripensare materiali, processi e linguaggi in un’epoca di incertezza climatica e trasformazioni profonde.
Curato da Arnhildur Pálmadóttir e sviluppato dal collettivo s.ap architects, Lavaforming immagina un futuro in cui la lava, materiale grezzo, imprevedibile, primordiale, viene impiegata come risorsa costruttiva. Per designer e progettisti, Lavaforming apre un campo di riflessione su cosa significhi oggi “materiale naturale”.
Il team ha testato la lava basaltica in laboratorio, re-mettendola in forma e colandola in stampi per ottenere elementi costruttivi come mattoni e colonne. Il risultato sono superfici vetrose, nere, lucide ma robuste, cariche di tensione visiva. Una materia che racconta il paesaggio da cui proviene e suggerisce un’estetica dell’origine e della trasformazione.
L’idea di usare lava come mono-materiale introduce anche una visione del design dove un solo elemento può diventare struttura, rivestimento, espressione visiva. Questo approccio può ispirare pratiche di riduzione formale e concettuale, in cui la sostenibilità non è solo nella funzione ma nell’immaginario che si costruisce attorno alla materia.
Al centro del Padiglione, un cortometraggio animato proietta i visitatori nel 2150, in una città interamente costruita con lava modellata. Sei personaggi raccontano come questo materiale abbia cambiato il modo di vivere e costruire. Una narrazione che non parla solo agli architetti, ma entra pienamente nel territorio del speculative design, offrendo una chiave per ragionare su scenari futuri e transizioni.
L’estetica proposta da Lavaforming è quella del geologico, del profondo, del tempo lento. In un momento storico dominato da materiali sintetici e superfici levigate, l’idea di lavorare con la materia viva della Terra, con le sue imperfezioni, stratificazioni e potenziale distruttivo, può suggerire nuove direzioni per il design contemporaneo.
Non è un caso che la lava, con la sua densità simbolica, abbia già affascinato artisti, designer e brand. Ma qui non si tratta di estetizzare la natura. Si tratta di collaborarci, ridefinendo i confini tra umano e non-umano, artificiale e naturale, progetto e fenomeno.
Come ha affermato il Ministro della Cultura islandese Logi Einarsson: “Dobbiamo progettare con la natura, non contro di essa.” Lavaforming dimostra che è possibile. E che anche nel magma incandescente, il design può trovare nuove forme di vita.
Dove: Padiglione dell’Islanda, 2125 Ramo de la Tana, Venezia (vicino all’ingresso principale dell’Arsenale),
Quando: 10 maggio – 23 novembre 2025
Curatela: Arnhildur Pálmadóttir
Committente: Iceland Design and Architecture, con il supporto del Ministero della Cultura e degli Affari Economici dell’Islanda


