Cosa significa, oggi, parlare di paradiso? È una domanda che sembra appartenere più alla letteratura o alla filosofia che al discorso architettonico. Proprio da questa frizione nasce Paraíso, hoje., il progetto del Padiglione Portogallo alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia.
Non una visione celeste, mitica o fuori dal tempo, ma un dispositivo culturale, collettivo e immersivo per riflettere su come l’architettura possa contribuire a immaginare, costruire e rigenerare i territori che abitiamo. L’idea non è inseguire un’utopia, ma abitare l’oggi con uno sguardo capace di scoprire, anche nell’ordinario, le tracce di un paradiso possibile.
La curatela del Padiglione portoghese è affidata a un team multidisciplinare che unisce competenze e sensibilità differenti: gli architetti Paula Melâneo, Pedro Bandeira e Luca Martinucci, insieme alla paesaggista Catarina Raposo e al videoartista Nuno Cera.
A loro si deve un progetto che prende posizione in modo sottile ma deciso nel dibattito contemporaneo, rispondendo al tema proposto dal curatore generale Carlo Ratti, con un approccio che privilegia la complessità, il dialogo e la stratificazione, piuttosto che la riduzione o la tecnofilia.
Paraíso, hoje è, prima di tutto, un invito a riflettere sulla nozione di paradiso come costruzione culturale del paesaggio. Il progetto parte da una domanda: Where is Paradise? che è stata lanciata pubblicamente sotto forma di open call nel gennaio 2025.
Da allora, cittadini, artisti, architetti, paesaggisti e osservatori sono stati chiamati a contribuire con immagini, racconti e frammenti visivi di luoghi reali che, nel contesto del territorio portoghese, evocano un’idea personale o collettiva di paradiso. Questo materiale, eterogeneo e partecipato, diventerà parte di un atlante di immagini, cuore concettuale e visivo della mostra, Atlas of images.
L’Atlante non sarà però solo una raccolta statica o contemplativa: la sua ambizione è quella di costruire un campo dinamico di lettura del territorio e delle sue possibilità future. Edito da Circo de Ideias, sarà organizzato per temi (esperienza, rigenerazione, coltivazione, finzione, ritorno, rete, simulacro) che funzionano come lenti attraverso cui rileggere il paesaggio portoghese non tanto per come è, ma per come potrebbe essere. In questo senso, Paraíso, hoje. opera uno spostamento importante: dalla rappresentazione alla possibilità, dalla nostalgia alla progettualità.
L’installazione veneziana sarà un’estensione fisica di questo processo. Al Fondaco Marcello, lo spazio sarà trasformato in un ambiente immersivo, pensato per coinvolgere lo spettatore in un viaggio visivo e sensoriale.
Attraverso video, immagini, suoni e testi, il visitatore sarà chiamato non solo a osservare, ma a partecipare a una riflessione condivisa sul modo in cui l’architettura può costruire legami tra uomo, natura e artificio. Non si tratta, quindi, di un’esposizione nel senso tradizionale del termine, ma di un ambiente narrativo che mette in scena la relazione tra spazio e immaginario, tra desiderio e progetto.
La dimensione collettiva, d’altronde, è uno degli assi portanti dell’intero lavoro. A partire dalla modalità con cui è stato concepito – frutto di una selezione pubblica e di un processo partecipativo – fino al programma di eventi collaterali che accompagnerà la mostra. Oltre all’installazione a Venezia, Paraíso, hoje. prevede infatti una serie di incontri e dibattiti che si svolgeranno tra la sede della Triennale di Architettura di Lisbona, il Palazzo Sinel de Cordes, e piattaforme digitali, per ampliare il raggio d’azione della mostra e coinvolgere comunità diverse in un dialogo aperto.
Dove: Padiglione del Portogallo, Fondaco Marcello, Venezia (accanto al Canal Grande)
Quando: 10 maggio – 23 novembre 2025
Curatela: Paula Melâneo, Pedro Bandeira, Luca Martinucci, Catarina Raposo, Nuno Cera
Committente: Direzione Generale delle Arti (Portogallo)
Website: www.paraisohoje.pt

