Dal 10 ottobre 2025 l’Architecture & Design Museum di Helsinki inaugura Escape to Moominvalley, la sua nuova mostra dedicata agli ottant’anni delle storie dei Mumin, i personaggi creati dall’artista e scrittrice finlandese Tove Jansson. L’esposizione usa i Mumin come una lente per osservare come Jansson ha pensato lo spazio, la casa e il paesaggio, e come queste idee passano dai luoghi reali della sua vita agli ambienti immaginari della valle dei Mumin.
Il percorso inizia dai luoghi che hanno costruito lo sguardo dell’autrice. L’atelier di Helsinki, dove Jansson visse e lavorò, e Klovharun, la piccola isola dell’arcipelago dove trascorreva le estati, sono ricostruiti attraverso materiali d’archivio, oggetti personali e fotografie. Non sono solo contesti biografici. Sono due laboratori di progettazione quotidiana: l’atelier come organismo compatto capace di contenere lavoro e intimità; l’isola come esercizio di essenzialità, dove l’architettura incontra il clima, la luce e l’idea del limite.
Da questi riferimenti la mostra entra in Moominvalley, ripensata come un sistema di spazi osservati dalla prospettiva dei suoi abitanti. Il focus non è tanto sull’illustrazione, quanto sul funzionamento degli ambienti. Il visitatore è invitato a chiedersi che cosa significhi “spazio condiviso” davanti alla bath house della famiglia Mumin, un edificio sul bordo dell’acqua che nei mesi freddi viene “reclamato” da personaggi diversi, come Too-Ticky e gli shrews invisibili. Il tema del possesso si intreccia con quello dell’uso e dell’accoglienza, suggerendo che un luogo può cambiare natura in base a chi lo abita e a quando lo abita.
L’idea di rifugio attraversa l’intera esposizione. Jansson cominciò a scrivere durante la Seconda guerra mondiale, mentre Helsinki era sotto i bombardamenti. Il primo libro, I Mumin e la grande alluvione del 1945, racconta una famiglia dispersa da una catastrofe che cerca riparo e alla fine trova una casa nella valle. Lì il paesaggio diventa un dispositivo di cura. La valle offre riparo dalle minacce esterne ma non le nega. Ne filtra il rumore, come fa una buona architettura quando protegge senza isolare.
Escape to Moominvalley propone questo doppio movimento anche al pubblico di oggi. Da un lato offre un riparo simbolico dall’autunno e dall’incertezza del presente. Dall’altro espone in modo esplicito i temi che rendono i Mumin ancora attuali: casa e senzatetto, solitudine e comunità, sicurezza e vulnerabilità. Il display non cerca un’estetica nostalgica. Ragiona invece su come gli spazi, reali o immaginari, organizzano le relazioni. Il risultato è una lettura dei Mumin come progetto di ambiente, dove il paesaggio è fatto di legni, pietre, cucine, pontili, barche, piccole architetture che insegnano a stare insieme.
La mostra include anche interventi di designer e architetti contemporanei che esplorano sopravvivenza, riparo, comunità e resilienza. Sono progetti che parlano di moduli abitativi essenziali, di sistemi leggeri per la vita all’aperto, di infrastrutture minime per situazioni di emergenza o di migrazione. Accostati ai materiali di Jansson, indicano una continuità possibile tra la fantasia e la pratica, tra l’immaginazione come strumento di progetto e la progettazione come forma di cura.
- Titolo mostra: Escape to Moominvalley: Reflecting Reality Through Tove Jansson’s Imaginary World
- Dove: Architecture & Design Museum, Helsinki, Finlandia
Quando: 10 ottobre 2025 – 27 settembre 2026
Curatrici: Jutta Tynkkynen, Suvi Saloniemi
Organizzazione: in collaborazione con Moomin Characters
Sito: admuseo.fi >


