A cento anni dalla storica Esposizione Internazionale delle Arti Decorative del 1925, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi celebra l’eredità e l’attualità dell’Art Déco con una mostra intitolata 1925–2025: One Hundred Years of Art Deco. L’esposizione propone un percorso cronologico e tematico che, attraverso oltre mille opere, racconta la nascita, l’affermazione, l’evoluzione e le reinterpretazioni contemporanee di uno degli stili più iconici del Novecento.
L’Art Déco nasce negli anni Dieci come sviluppo delle ricerche dell’Art Nouveau, ma è negli anni Venti che prende forma compiuta: un linguaggio visivo fondato su rigore geometrico, gusto per i materiali preziosi, sintesi tra artigianato e industria. Pur rivolto a una clientela elitista, influenzò profondamente tutti gli ambiti della creazione: arredo, moda, grafica, architettura, gioielleria, fino al design dei mezzi di trasporto. Il MAD ha avuto un ruolo decisivo nella sua valorizzazione fin dalle origini, ospitando le mostre della Société des Artistes Décorateurs e costituendo una collezione permanente di eccezionale ricchezza.
Il cuore della mostra è un confronto diretto tra passato e presente. I visitatori possono ammirare arredi iconici come il comò in galuchat di André Groult, le creazioni di Jacques-Émile Ruhlmann, la biblioteca-scrittoio progettata da Pierre Chareau per l’ambasciata francese all’Esposizione del 1925, qui ricostruita integralmente. Accanto a questi pezzi famosi, si scoprono opere meno note ma significative: le geometrie colorate di Sonia Delaunay, la sobrietà funzionale di Jean-Michel Frank, la raffinatezza tecnica di Clément Mère e Albert-Armand Rateau e alcuni elegantissimi oggetti di Eileen Gray. La mostra restituisce così la varietà delle tendenze interne all’Art Déco, evitando semplificazioni e gerarchie rigide.
Un intero nucleo è dedicato al ruolo del disegno come strumento progettuale. Bozzetti e schizzi dialogano con gli oggetti finiti, rivelando il processo creativo dietro arredi, tessuti, interni. In evidenza anche la produzione grafica e decorativa, con le lacche di Jean Dunand, i vetri di François Décorchemont, le marqueterie e le ceramiche. La gioielleria occupa una sezione centrale grazie a una collaborazione con Cartier, che ha concesso in prestito oltre ottanta opere: collane, diademi, cofanetti, orologi e disegni che esemplificano la geometria lussuosa e simbolica del marchio negli anni Venti e Trenta.
Il mondo della moda è rappresentato da abiti, accessori e figurini: la celebre “robe aux petits chevaux” di Madeleine Vionnet, una giacca di Sonia Delaunay, un mantello di Marguerite Pangon, insieme a disegni e progetti per vetrine e tessuti. Anche in questo ambito, l’Art Déco si afferma come stile totalizzante, capace di coniugare eleganza e funzionalità, decorazione e sintesi formale.
Una sezione spettacolare è quella dedicata al mito dell’Orient Express, simbolo del viaggio moderno e del savoir-faire francese. Nella navata del museo sono ricostruiti in scala reale alcuni interni del celebre treno, accanto a una cabina originale del 1926 conservata nelle collezioni del MAD. Il progetto contemporaneo per il nuovo Orient Express, a cura del direttore artistico Maxime d’Angeac, è presentato come esempio di reinterpretazione attuale dello stile, tra alta artigianalità, innovazione tecnologica e design del lusso.
La mostra si chiude con una riflessione sul revival dell’Art Déco a partire dagli anni Settanta, con l’esposizione “Les Années 25” e l’interesse rinnovato di personalità come Yves Saint Laurent e Jacques Grange. Questo percorso evidenzia come l’Art Déco non sia un capitolo chiuso della storia del design, ma una fonte ancora fertile di ispirazione.
Titolo mostra: 1925–2025: One Hundred Years of Art Deco
Dove: Musée des Arts Décoratifs, Parigi, Francia
Quando: 21 ottobre 2025 – 26 aprile 2026
Curatori: Sylvie Lécallier, Emmanuel Berard
Scenografia: Jacques Grange
Sito: madparis.fr




