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Il Design di Eileen Gray: Mobili, Lampade e Tappeti Modernisti

Celebre per la Villa E-1027, Eileen Gray è autrice di grandi classici del design come la Transat Chair, il tavolino E-1027 e la Tube Light, ma anche paraventi e tappeti.
Tube Light

Eileen Gray è stata una delle designers, architette ed artiste più elusive del secolo scorso. La sua grande attenzione alla salvaguardia della sua vita privata, il suo carattere schivo, ed il suo essere donna hanno spesso nascosto il suo enorme contributo al design modernista di inizio Novecento. 

Da qualche tempo la carriera di Eileen Gray è stata rivalutata, insieme a quella di Charlotte Perriand e di altre donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nelle arti e nel design del secolo scorso. Eileen è ormai un nome conosciuto e amato da tutti gli appassionati di architettura e design di interni. 

Tabella dei Contenuti

Nata in Irlanda nel 1878 da famiglia nobile, Eileen Gray rifiuta le condizioni della sua classe sociale e fin da giovanissima si trasferisce prima a Londra, e poi a Parigi per studiare disegno e pittura. Da subito la sua natura ribelle ed anticonformista domina la sua vita e la porterà negli anni a costituire diversi laboratori tra le vie di Montmartre, dove produsse tappeti e mobili in legno laccato che la resero celebre. 

Più tardi, con l’avvento del modernismo e l’era della macchina, Eileen sentì il richiamo della nuova estetica della macchina e cominciò a produrre mobili in acciaio tubolare, tappeti con geometrie inflenzate da De Stjil, e culminò la sua carriera con la costruzione della leggendaria villa E-1027. 

interni villa e-1027
Interni della villa E-1027

In questo articolo vedremo il contributo di Eileen Gray al mondo del design di mobili, tappeti e oggetti, in particolare ci soffermeremo su quelli ancora in produzione. 

Gli esordi e L'arte del legno laccato 

È durante la giovinezza a Parigi che Eileen incontra il giapponese Seizo Sugawara, un artista dell’arte giapponese del legno laccato. I due resteranno amici e collaboratori per tutta la vita. Grazie all’aiuto finanziario della sua famiglia Gray prende in affitto il suo primo laboratorio e comincia a creare mobili, pannelli divisori, poltrone e tavoli in legno laccato inserendosi in un mercato molto elitario. 

Nel 1913 partecipa al Salon des Artistes Decorateurs, che fa uscire dall’ombra i suoi oggetti poetici, lussuosi e di grande virtuosismo esecutivo.

A lanciare la sua carriera è la vendita dei primi mobili a Jacques Doucet, il re della moda francese del tempo. Sebbene Gray non avesse lo avesse grande simpatia, e nemmeno fosse un’ammiratrice del suo pomposo gusto estetico, la vendita del tavolo Lotus di ispirazione egizia e del pannello in legno laccato Le Destin lanciarono la carriera di Gray a Parigi. Nel 2009 una console originale di Gray per Doucet è stata venduta da Christies per circa 2.3 milioni di euro.

Brick Screen

eileen gray brick screen
Brick Screen di Eileen Gray, 1925 - Riedizione ClassiCon

Un paravento elegante, creato con l’arte del legno laccato di Gray e Sugawara nei loro anni parigini di lavoro più intenso. Presente in diversi arredamenti art deco progettati da Gray e anche nel suo appartamento parigino di Rue Bonaparte (foto sopra), questo paravento di forte influenza cubista dimostra l’abilità di Gray nel lavoro in legno laccato. Come molti altri pezzi di quel tempo, anche gli ultimi esemplari originali di Brick Screen vengono venduto oggi dalle casa d’asta per cifre milionarie. Nel frattempo, il produttore tedesco ClassiCon ne produce delle riedizioni prodotte artigianalmente in Germania in acciaio e legno. 

Divano Lota

divano lota classicon
Divano Lota di Eileen Gray, 1920

Il divano Lotus è un altro arredo di enorme successo progettato da Gray negli anni parigini in cui si occupava soprattutto di oggetti in legno laccato. Il divano nacque per un progetto di arredo d’interni che la rese famosa nella cerchia degli intellettuali parigini: il salotto di Madame Mathieu-Levy in Rue de Lota. La stanza, con grandi pannelli in legno laccato, proponeva anche questo stupendo divano, oltre ad oggetti africani (di gran moda nell’intero mondo parigino dell’epoca, e molto amati anche da Gray), ed altri arredi e tappeti progettati da Gray. 

I tappeti di eileen Gray

Dalla giovinezza fino alla fine della sua vita, Gray ebbe sempre all’attivo un laboratorio di intreccio di tappeti prodotti a mano. Al tempo molti artisti si stavano impegnando nella produzione di tappeti, in reazione ai tappeti orientali e a quelli Savonneries di forte natura decorativa che spopolavano nei salotti parigini. 

Gray aprì un laboratorio per la produzione di tappeti a Rue Visconti a Parigi, da dove cominciò la sua produzione. I tappeti, come quelli che si possono ancora comprare in riedizione contemporanea, avevano motivi geometrici ispirati da De Stijl di Theo Van Doesburg e Gerrit Rietveld e una forte qualità tattile risultato dell’intreccio a mano. 

Tappeto Blue Marine

Tappeto Bluemarine
Tappeto Bluemarine di Eileen Gray, 1920s

Il tappeto Bluemarine fu disegnato da Gray negli anni Venti con una palette di colori ispirata al mare – un luogo di forte ispirazione per la designer che passò moltissimo del suo tempo in Costa Azzurra. Riedito da ClassiCon in pura lana vergine e con una densità di 80 nodi per pollice quadrato tessuto a mano.

Tappeto Wendingen

Tappeto Wendingen 1925
Tappeto Wendingen di Eileen Gray, c.1925

Il tappeto Wendingen è uno dei capolavori di Gray, che in questo disegno dimostra la sua abilità nel creare delle composizioni geometriche astratte di grandissima forza espressiva. Questo tappeto è un caso evidente di come l’influenza modernista del movimento olandese De Stijl fosse molto forte nelle composizioni di Gray. 

Tappeto Castellar

tappeto castellar
Tappeto Castellar di Eileen Gray, circa 1926-29

Il tappeto Castellar fu disegnato come elemento di arredo per il suo capolavoro, la Villa E-1027. I colori caldi, i motivi geometrici astratti e la composizione delle forme parlano della sensibilità di Gray nel creare armonia compositiva nel suo adottare le forze moderniste e anticonformiste del tempo. 

Il Capolavoro di Eileen Gray: la Villa E-1027

La Villa E-1027 è l’opera più importante di Eileen Gray, che la progettò e costuì tra il 1926 e il 1929 a Cap Martin nel sud della Francia. 

e-1027 di eileen gray

La villa, progettata dall’architetta come nido d’amore per se e Jean Bodovici, un intellettuale e critico d’architettura, è oggi uno degli esempi più puri di architettura modernista e meta di pellegrinaggio per studenti, architetti e amanti della cultura. 

Oltre alle sue qualità estetiche ed architettoniche, la villa è famosa anche per i murales di Le Corbusier, che la visitò molte volte dopo la separazione di Gray e Bodovici. Si dice che Le Corbusier fosse talmente impressionato dalla villa al mare dell’architetta irlandese che ne abbia voluto deturpare la purezza con i suoi disegni (e ponendoci la sua firma). 

Ecco alcuni degli arredi che Gray ideò per la Villa e che hanno fatto la storia del design. 

POLTRONA BiBENDUM

Eileen Gray Bibendum Poltrona
Poltrona Bibendum, riedizione moderna. Design di Eileen Gray 1929

La poltrona Bibendum fa parte dell’archivio oggetti, leggi di più. 

La poltrona Bibendum, uno dei design iconici di Gray, è di solito prodotta in pelle bianca, anche se di recente sono stati introdotti nuovi colori nelle riedizioni di ClassiCon. Il nome della sedia di ispira ad Orazio ed il suo Nunc est bibendum, e collega la funzione della poltrona a momenti di brindisi e meritata celebrazione. Insieme alla produzione di Le Corbusier e Perriand, Breuer e Rohe, la poltrona Bibendum è tra i primi esempi di arredo in tubolare metallico. 

Tavolino E.1027

tavolino e-1027 di eileen gray
Tavolino E-1027 di Eileen Gray, 1927 - Riedizione contemporanea di ClassiCon

Il tavolino E-1027 è nell’archivio oggetti, scopri di più. 

Il tavolino E-1027 fu disegnato per l’omonima villa ed è oggi considerato oggi il suo progetto più famoso. Come molti altri oggetti della designer irlandese fa parte della collezione permanente del MoMA di New York e di molte altre prestigiose istituzioni internazionali. Il tavolino è prodotto in tubolare metallico, con un piano in cristallo o in vetro fumè. Il tavolino è regolabile, e si adatta alle esigenze dell’ambiente in cui si trova. Si tratta di un elemento di arredo elegante e senza tempo. 

Tube Light

Tube Light
Tube Light di Eileen Gray, 1927

La celebre Tube Light di Eileen Gray è nell’archivio oggetti. 

Tube Light, dopo il tavolino appena visto, è l’oggetto più celebre di Eileen Gray. Una lampada da pavimento minimalista, del tutto priva di decorazioni e che lascia nuda la sorgente luminosa a tubo, un elemento nuovo nella tecnologia dell’illuminazione del tempo (che ci fa pensare a come Rietveld abbia a sua volta usato il tubo luminoso per la sua celebre Lampada Pendente L40). Di grande impatto culturale, questa lampada introduce il concetto di esporre la sorgente luminosa e gli elementi costruttivi della lampada, eliminando così ogni elemento decorativo. Un concetto che verrà rielaborato e ripreso da molti designers di talento negli anni a venire.

Gray nella Cultura e nei Musei

Come abbiamo visto, Eileen Gray è stata un’artista, designer ed architetta di talento eccezionale. Sebbene fino ad oggi i tempi non fossero pronti per celebrare il lavoro di una donna di tale autonomia creativa, vediamo oggi un’inversione di rotta. 

Il nome di Eileen Gray comincia a farsi strada tra quelli che nello stesso periodo hanno definito il gusto di un’epoca, posizionandosi finalmente tra Le Corbusier, Rietveld, Mies van der Rohe e Perriand nell’olimpo dei maestri del design modernista

Mentre i pochi originali dell’epoca originali vendono all’asta per cifre milionarie, le riproduzioni contemporanee di ClassiCon continuano la produzione dei mobili di Gray e li distribuiscono in tutto il mondo. Il lavoro e la celebrità della grade designer stanno uscendo dal circolo degli addetti ai lavori per arrivare finalmente al grande pubblico.

Nel frattempo gli oggetti di Eileen Gray sono collezionati nei musei di design più prestigiosi del mondo. Ci riferiamo al MoMa di New York, V&A di Londra, Il Centro Pompidou e il Museo d’Arts Decoratifs a Parigi solo per citarne alcuni. 

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