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I Mobili Iconici di Charlotte Perriand: da Le Corbusier al Giappone

Il lavoro della grande designer modernista: dalla LC4 Chaise Longue agli oggetti di ispirazione giapponese.
Charlotte Perriand

Charlotte Perriand (1903 – 1999) è stata una delle più grandi designer, artiste ed architette del secolo scorso. Spesso il suo lavoro viene oscurato dai grandi nomi con cui ha collaborato, come Le Corbusier, Pierre Jeanneret o Jean Prouvè – ma una recente retrospettiva alla Fondation Louis Vuitton nel 2020 ha cimentato un movimento degli ultimi anni verso la riscoperta del suo ruolo fondamentale nello sviluppo del design modernista della prima metà del Novecento. 

Charlotte Perriand ha avuto una carriera molto lunga e molto prolifica, durata oltre 70 anni, durante i quali non ha mai smesso di progettare e creare arte, mobili ed architettura che mettessero al centro l’uomo. 

I principi alla base di tutto il lavoro di Perriand sono umanistici, la designer metteva al centro del suo lavoro l’uomo e l’arte di vivere, in modo del tutto visionario e in anticipo rispetto al tempo in cui la grande designer ha vissuto. 

Tabella dei Contenuti

Perriand credeva che il design dovesse riguardare tutta la società e avesse lo scopo di migliorare la vita dell’uomo. Nel suo saggio del 1981 L’Art de Vivre, scrisse: “L’estensione dell’arte di abitare è l’arte di vivere, vivere in armonia con le pulsioni più profonde dell’uomo e con il suo ambiente adottato o fabbricato”.

1927, Le Bar Sous Le Toit

Nel 1927, pochi mesi dopo essersi diplomata alla École de L’Union Centrale des Arts Décoratifs di Parigi, Perriand presenta il “Bar sotto il tetto” al Salon d’Automne, una replica dello stesso spazio nel suo appartamento. 

La sua creazione era totalmente antitetica al gusto del tempo, con grandi superfici, mensole e portabottiglie in alluminio riflettente, mobili in vetro e metallo e una totale assenza di elementi decorativi. 

Si trattava della prima realizzazione di un’estetica futuristica per il suo tempo, che si fondava sulle nuove forme della macchina, dell’automobile e dell’aereo e guardava al futuro con ottimismo. 

I mobili modernisti del 1927 per lo studio di Place Saint Suplice

Durante la sua carriera Charlotte Perriand ha progettato mobili con l’idea della produzione in serie, che potessero essere accessibili a tutti. Il suo desiderio non si è mai pienamente realizzato, per motivi di gusto (le sue forme erano in anticipo rispetto ai gusti del suo tempo) e ai metodi di produzione. La qualità dei materiali e la difficoltà di esecuzione non hanno mai permesso prezzi accessibili ad una vasta fetta di popolazione. 

La produzione di Charlotte Perriand però si basò da subito su principi di universalità e produzione in serie. Il tubolare metallico era il materiale prediletto perchè era un materiale industriale, lavorato da macchine, e che prometteva dunque l’abbassamento dei costi e un’ampia diffusione dei progetti di mobili per l’uomo nuovo. 

In questo periodo Perriand produce per il suo studio a Place Saint Suplice alcuni mobili che sono oggi celebrati per essere delle icone del design modernista.

LC7 Fauteuil Tournant

Charlotte Perriand, LC8 cassina
LC8 Fauteuil Tournant, Cassina

La poltroncina LC7 fu disegnata nel 1927 per l’atelier in Place Saint-Sulpice, ed è oggi riedita da Cassina nella collezione Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Il design è interamente di Charlotte Perriand, e consiste in una sedia rivoluzionaria per il suo tempo. La struttura è in tubolare metallico, mentre lo schienale e la seduta in pelle si poggiano su un perno che rende la sedia girevole. La forma essenziale, che si ispira ai telai delle biciclette, è del tutto nuova e sarà usata in numerosi spazi di Le Corbusier progettati negli anni successivi, tra cui la celebre esposizione al Salon d’Automne del 1929. 

LC8 Tabouret tournant

LC8 Tabouret Tournante, Charlotte Perriand
LC8 Tabouret Tournante, Charlotte Perriand

Lo sgabello LC8 Tabouret Tournant è nell’archivio, leggi di più. 

Questo sgabello è la versione semplificata della sedia LC7 appena vista, anch’esso prodotto da Cassina per la serie I Maestri. Famoso per l’integrazione di forme semplici e funzionali, come del resto  tutto il lavoro di Perriand, il Tabouret Tournant è un perfetto esempio della filosofia essenziale ed umanista della designer francese. La forma iconica e versatile permette di utilizzarlo in vari contesti, ed enfatizza le linee essenziali del tubolare metallico, tipico del design modernista. 

LC9 Tabouret de Salle de Bains

Un altro celebre sgabello in tubolare metallico che la designer francese progettò e costruì per il suo studio in Place Saint Supplice. In quel contesto lo sgabello era stato proposto con la seduta in canna d’india intrecciata, ed era parte della sala da pranzo. Lo sgabello fu poi riproposto al Salon d’Automne del 1929 insieme al resto dei celebri mobili progettati nello studio di Le Corbusier, con seduta in spugna (disponibile ancora oggi nella riedizione Cassina). Nell’esposizione era accessoriato con una spugna, a testimoniare l’importanza dell’igiene personale, tema molto sentito durante gli anni 20. 

I mobili del 1929 con i soci Le Corbusier e Pierre Jeanneret

Quando Perriand scoprì per la prima volta gli scritti di Le Corbusier, come L’Arte Decorativa,  fu un momento sismico, che ruppe ogni legame con le influenze Art Déco della sua educazione. “Hanno demolito… tutto quello che avevo imparato”, avrebbe detto in seguito.

Tuttavia, quando fece domanda per lavorare presso lo studio Le Corbusier nell’ottobre del 1927, come racconta la stessa Perriand nella sua biografia, ricevette una risposta arrogante quanto famosa: “Qui non ricamiamo cuscini.” 

Determinata a lavorare con il celebre architetto, Perriand lo invitò comunque a visitare la sua esposizione al Salon d’Automne, il Bar Sous le Toit. L’installazione la rese celebre e Le Corbusier finì per assumerla come socia nella produzione del suo equipaggiamento per interni

Perriand aveva 24 anni quando entrò al 35, rue de Sèvres in Paris per cominciare una collaborazione decennale con Le Corbusier e Pierre Jeanneret che portò alla creazione di alcuni dei mobili più iconici della storia del design europeo. L’apporto di Perriand è chiaro, la sua mano e il suo stile sono ormai visibili in tutti i mobili di quel periodo – i critici concordano anche nel dire che Perriand aggiunse un tocco umano e sensuale (con le pelli di vacca, cuoio, tappezzerie e materiali nuovi) al freddo razionalismo di Le Corbusier, creando oggetti allo stesso tempo funzionali e seducenti. 

LC1 Fauteuil Dossier Basculant

Cassina LC1
LC1 Fauteuil Dossier Basculant

La poltroncina LC1 Fauteuil Dossier Basculant è nell’archivio, scopri di più. 

Presentata al Salon d’Automne del 1929, la poltroncina LC1 è un’evoluzione della sedia safari, ed è progettata con schienale regolabile, disegnato rispettando le proporzioni del corpo umano. Questo meccanismo consente a chi si siede di modificarne l’angolazione per un comfort ottimale, pensato per facilitare la conversazione. I braccioli della sedia offrono sostegno e ruotano attorno ai perni che li fissano, aggiungendo un elemento di flessibilità e funzionalità al design. 

LC2 Fauteuil Grand Confort, Petit Modèle

Charlotte Perriand, LC2 Fauteuil Grand Confort, Pètit Modele

La poltroncina LC2 Fauteuil Grand Confort Petit Modèle è nell’archivio, leggi la storia. 

L’estetica della celebre poltrona LC2 si basa sul contrasto tra la severità dell’acciaio tubolare e il comfort dei cuscini, che sono elementi portanti della struttura. La LC2 incarna i principi del modernismo di Perriand, Jeanneret e Le Corbusier, enfatizzando la funzionalità e una forma essenziale, che potesse essere prodotta in serie. La sua caratteristica più distintiva è la struttura esterna in tubo d’acciaio cromato, che rompe con la tradizione delle poltrone in cui il telaio è nascosto.

LC3 Fauteuil Grand Confort, Grand Modèle

steve jobs on lc3 cassina charlotte perriand
Steve Jobs presenta iPad da una LC3 Grand Confort

La poltrona LC3 Fauteuil Grand Confort, Grand Modèle, è una versione della LC2 con la seduta più larga. Ancora una volta, in questa poltrona la struttura tubolare si oppone ai cuscini (disponibili anche in piuma) e rinforza l’idea di comodità. Oggi prodotta da Cassina nella serie LC, questa poltrona è un simbolo di eleganza e confort ed ha un forte carattere elitario. Usata in film, serie TV e in occasioni pubbliche di alto profilo – come quando Steve Jobs presentò iPad – questa poltrona è un’icona modernista del tutto attuale, come del resto molti dei progetti sviluppati da Charlotte Perriand durante i dieci anni in cui disegnò mobili in società con Le Corbusier.  

LC4 Chaise Longue à Réglage Continu

Charlotte Perriand on her Chaise Longue
Un famoso ritratto di Charlotte Perriand sulla sua Chaise Longue a Reglage Continu

La LC4 Chaise Longue è nell’archivio, leggi di più.

Presentata al Salon d’Automne del 1929 insieme al gruppo di mobili Equipement de l’habitation, è una pietra miliare nel design modernista. Il suo design innovativo si caratterizza per l’uso di acciaio tubolare cromato, riflettendo l’approccio industriale e l’estetica modernista tipica della prima metà del Novecento. Il design è minimalista ma estremamente funzionale, una testimonianza della filosofia dei suoi creatori che mettevano al centro del loro progetto l’uomo e i suoi bisogni, con risultati che esaltano la funzionalità e l’ergonomia. Gli elementi regolabili della sedia, come lo schienale reclinabile ed il cucino poggiatesta, rispondono al principio di mettere al centro l’uomo attraverso l’ergonomia e all’idea di creare oggetti di equipaggiamento della casa, non di decorazione. In questo caso, la sedia per il rilassamento. 

Gli anni 40 e L'Influenza giapponese

Dopo dieci anni di collaborazione con Le Corbusier, Charlotte Perriand decide di non voler più creare nell’ombra del grande architetto e lascia lo studio di Rue San Severe. 

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1940, Perriand lasciò l’Europa. Accettò infatti l’invito del Ministero del Commercio e dell’Industria giapponese a fornire consulenza sullo sviluppo della produzione di mobili. Durante questo periodo viaggiò intensamente attraverso il Giappone, con il giovane Sori Yanagi come assistente e traduttore. 

In questo periodo e negli anni a venire la designer francese progettò la celebre Chaise Longue Tokyo, ma anche altri oggetti straordinari, chiaramente ispirati alle tecniche, ai materiali e le sensibilità orientali.

Chaise Longue Tokyo

Chaise Longue Tokyo, Cassina

La Tokyo Chaise Longue è nell’archivio, leggi di più. 

Progettata nel 1940 durante il soggiorno in Giappone, questa Chiase Longue è una rivisitazione della celebre LC4, questa volta però costruita in bambù. Quel che sembra una contraddizione o un ossimoro, è in realtà la sintesi perfetta tra le tensioni moderniste e l’estetica legata alla natura di Perriand. Questo oggetto rivede la macchina per il rilassamento che era la Chaise Longue a Regalge Continu, e la riproduce in bambù, un materiale che rende il progetto più umano, sensuale, rilassante e legato ad una sensibilità estetica e tattile più femminile ed orientale. 

OMBRA TOKYO

Ombra Tokyo, Cassina design charlotte perriand
Ombra Tokyo, Cassina

La sedia di Charlotte Perriand Ombra Tokyo è nell’archivio. 

La sedia Ombra Tokyo è uno dei progetti di Perriand più iconici (e desiderati dagli amanti del design). Una sedia elegante, raffinata e di grande impatto, modellata da un solo foglio di compensato di rovere che ricorda, nelle sue pieghe intelligenti, un origami. Impilabile, funzionale, creata con una competenza tecnica eccezionale, questa sedia incorpora al massimo la poetica di Charlotte Perriand.

528 Indochine

charlotte perriand design famosi
528 Indochine, Cassina

Questa poltroncina fu realizzata da Charlotte Perriand nel 1943 per la sua residenza personale in Vietnam, che al tempo era chiamato appunto Indocina. Dopo gli anni in Giappone e il bombardamento di Pearl Harbour, Perriand non riuscì a far ritorno in Europa e passò quattro anni in esilio in Vietnam, dove conobbe suo marito ed ebbe una figlia. In questo periodo continua a progettare mobili per uso personale che realizza con i materiali a sua disposizione in Vietnam. Questa poltroncina ne è un esempio, con una struttura in legno a quattro gambe che sostituisce quella in tubolare metallico della LC7 Fauteuil Tournant, che ricorda nella forma e nella struttura. 

Il Rientro in Francia

Finita la guerra, la designer francese riuscì a rientrare in patria dove cominciò un periodo molto intenso di lavoro. La sua carriera riprese a gonfie vele, riprendendo a collaborare con Jean Prouvè e poi ricevendo negli anni commissioni prestigiose per grandi istituzioni. La città di Parigi, musei ed istituzioni internazionali, le Nazioni Unite e personaggi di spicco della vita culturale Parigina affidarono a Perriand progetti architettonici e di design.

Per il resto della sua lunga carriera, gli anni passati in Giappone e Vietnam continuarono ad esercitare un’influenza profonda sulle forme e le sensibilità estetiche della designer. Affascinata dai materiali e dalle tecniche orientali, citò il Libro del tè di Kakuzo Okakura e le sue idee di semplicità per anni a venire.

Non è un caso che per molti anni Charlotte decise di lavorare con materiali poco costosi e facili da reperire, come la formica, legno ed elementi prefabbricati, con l’idea di creare mobili per tutti e con la convinzione che si possa “lavorare in modo onesto con qualsiasi materiale”.

Vediamo alcuni dei suoi progetti, che nonostante il passare del tempo rimangono delle pietre miliari nella storia del design (e oggetti del desiderio per molti appassionati!).

Ventaglio

design di charlotte perriand
Tavolo Ventaglio, Cassina

Disegnato negli anni Settanta da Perriand, nella prduzione di oggi questo tavolo visionario viene visto come un oggetto versatile e multiuso. Affascinante ed organico, dalla forma irregolare ed asimmetrica, questo tavolo è perfetto come base per il lavoro o per la sala da pranzo, dove può accogliere un numero diverso di persone a seconda della situzione. Creato con 14 assi di legno e assemblato dai Cassina, questo tavolo è un oggetto visionario e di grande personalità, che sintetizza l’art de vivre della designer francese e le sue sensibilità orientali unite alla fabbricazione e alle tecniche occidentali. 

513 Riflesso madia

design riflesso charlotte perriand
Riflesso Mobile Contenitore, Cassina

Disegnato nel 1939, appena prima la partenza per il Giappone, questo mobile contenitore ha la particolarità di avere due ante scorrevoli in metalli opachi riflettenti, che eliminano il senso di ampiezza e profondità del mobile, creando invece un riflesso luminoso e spazioso nell’ambiente in cui si posiziona. Prodotto da Cassina a partire dal 2004 per la serie i Maestri. 

523 Tabouret Meribèl & 524 Tabouret Berger

Tabouret Meribelle & Tabouret Berger
Tabouret Meribelle & Tabouret Berger

Il Tabouret Méribel è nell’archivio oggetti. 

Questi due sgabelli di design stanno vivendo un momento di grande successo. Il modello Tabouret Berger fu presentato per la prima volta nel 1955 all’esposizione Synthèse des arts di Tokyo ed è un classico senza tempo che esalta le forme e gli spessori robusti, valorizzando l’espressività del legno in tutte le sue finiture. Amante della montagna, dell’architettura e del mobilio alpino, Perriand disegna anche lo sgabello Meribèl per la sua baita in montagna. Gli sgabelli possono essere usati in coppia, sia come sedute che come tavolini. 

Libreria Nuage

libreria charlotte perriand nuage
Libreria Nuage, Cassina

Questa celebre libreria è stata progettata duarante il secondo dopoguerra, quando Chalotte Perriand lavorava per Jean Prouvè, a cui è stata attribuito il progetto per molti anni. Il giusto riconoscimento è stato dato a Perriand solo di recente, grazie al lavoro della figlia, che ne è unica erede universale. Questa libreria, creata per la Maison du Mexico alla Cité Internationale Universitaire di Parigi è un pezzo ricercatissimo dai collezionisti, e si tratta dell’apice di progettazione di librerie e mobili contenitori di Perriand, che si è occupata di questi elementi per tutta la vita. In questo caso la libreria diventa un elemento architettonico più che un oggetto funzionale, in una forma libera che crea ritmo, armonia senza rinunciare ad una grande funzionalità. 

Les Arcs Ski Resort

Alla fine degli anni Sessanta, Perriand fu incaricata di fare da leader a un team di giovani architetti che stavano costruendo un nuovo resort alpino in Savoia, Les Arcs. Perriand si occupò di tre dei quattro villaggi che formano il complesso, e il suo maggior contributo fu nel creare degli edifici che sfruttassero al massimo le possibilità delle strutture prefabbricate. Allo stesso tempo gli edifici di Perriand volevano avere il minor impatto possibile sulla natura: Perriand immaginava un resort privo di automobili, e con il minor impatto visivo possibile sull’ambienete circostante. 

L’idea di Perriand era sempre la stessa, creare delle strutture con materiali essenziali, che potessero creare possibilità per tutti gli strati della società di visitare il villaggio alpino. Il risultato è un’architettura modulare e visionaria, ancora oggi studiata e celebrata dopo più di 50 anni dalla sua costruzione. 

Les Arcs
Les Arcs, Image: Dezeen